Il
PERCORSO
Il
percorso della Corsa dei Carri si estende per otto chilometri e mezzo
in una sorta di allegoria della vita: volendo scomodare Schopenhauer,
la Corsa ha in sé "quell'Oscura volontà di vivere"
che la difficoltà e la lunghezza del percorso rappresentano
anche metaforicamente. Certo, è necessario tradurre la sensazione
di suggestione intellettuale nel linguaggio e nei codici della società
rurale. Ecco che, molto più semplicemente, la Corsa dei Carri
assume implicazioni ludiche. Le tappe del tracciato di gara hanno
nomi tipicamente sammartinesi ma acquisiscono una tale solennità
se pronunciate con la giusta inflessione dialettale da divenire aulici.
LA PARTENZA AVVIENE NEI PRESSI DELLA MASSERIA MACRELLINO, LO SFILATURO,
luogo "SACRALE" IN CUI LA CORSA HA INIZIO. La partenza è
uno spettacolo di forza e di coraggio; i Carri vengono letteralmente
abbracciati e sollevati a mano per ridurre al massimo l'attrito. Si
portano i Buoi nella posizione di partenza in assoluto silenzio proprio
per evitare strattonamenti che possano farli "sfilare" prima
del tempo. Gli animali sono nervosi, nel pieno delle forze. I due
Carri si pongono a 25 metridi distanza l'uno dall'altro. Il primo
salto dei buoi viene accompagnato da un grido di liberazione che fa
rabbrividire. La Corsa ha inizio. La tappa successiva, la Quercia
è a circa quattrocento metri.
Dalla Quercia i carri raggiungono la Masseria Basilio e poi
Il Salto della Nazionale, l'incrocio della statale 16. Attraversano
la pianura di Muricchio e arrivano ala PRIMA 'NGASCIATA, detta
"don Enrico". Raggiungono la SECONDA 'NGASCIATA detta
anche MARIANNINA e attraversano l'ULIVETO LA VECCHIA. IL tratto
che precede il Tratturo è U LVON. SUL PIAZZALE DEL
TRATTURO i carri sostituiscono la prima coppia di Buoi. Operazione
che ha un nome ridondante, R-BB-C-TA' (cambio dei buoi). Soltanto
la Corsa di San Martino in Pensilis prevede la sostituzione dei Buoi,
data la lunghezza e la complessità del percorso. Il cambio
è un momento di tensione esasperante, i tempi sono calcolati
al millesimo e non è possibile sbagliare. Effettuare il cambio
evitando di perdere tempo richiede presenza di spirito, autocontrollo
e capacità organizzativa. E tanta, tantissima fortuna. Che
poi, è l'essenza della gara. La casualità è la
vera, grande protagonista. Dal Tratturo i Carri ripartono alla volta
del paese
ed il primo tratto di strada successivo è detto PARCUOZZO.
Raggiungono LA CURVA DI FRANCESCHINA, LA PIANURA DI CARAVATTA,
fino AL TUPPO DI CASTIGLIONE. Attraversano LA PIANA DI SORELLA
e arrivano ALLA MADONNINA. Qui imboccano il tratto più
duro e più sfiancante di tutta la corsa, LA SALITA DELLA
CROCE e via fino alla TAPPA DEL VECCHIO MULINO. L'ultima
tappa è la grande strada che porta al centro del paese, la
Via Marina , croce e delizia di tutti i carrieri che proprio in questa
fase finale hanno visto spesso sfumare i sogni di gloria. La Corsa
sii conclude a Piazza umberto I; i Carri oltrepassano l'arco di Largo
Trinità e si fermano innanzi alla Chiesa di San Pietro Apostolo