Il "Nuovo" Convento Gesù e Maria
di Caterina Sottile


 

foto Andrea Fois

Domenica, 28 Ottobre 2007, a San Martino in Pensilis, il Vescovo della Diocesi di Larino-Termoli, S.E. Mons. Gianfranco De Luca ha celebrato la Messa di inaugurazione della chiesa del Convento Gesù e Maria, recentemente restaurata e riaperta al pubblico. Edificato nel 1490, il Convento dei Frati Minori é stato sottoposto ad una lunga opera di ristrutturazione con l'impegno coordinato del Ministero dei Beni culturali, la Regione Molise, la Soprindendenza dei beni Architettonici del Molise e l'Amministrazione comunale. I lavori, cominciati nel 1989, da un progetto iniziale proposto alla Regione Molise durante la legislatura di Antonio Di Maria, hanno avuto varie fasi nel corso delle amministrazioni successive ed oggi hanno consentito di riportare alla luce tutta la bellezza del possente edificio che sorge tra San Martino ed Ururi. Cinque secoli di storia, mattone su mattone, hanno riconquistato il loro degno trono architettonico nel paesaggio della campagna sam
martinese.


foto Andrea Fois

foto Andrea Fois

L’idea di restaurare il Convento di San Martino risale al 1989. Fu Antonio Di Maria, allora Sindaco (lo fu dal 1983 al 1989) ad inserire il progetto nel programma delle opere pubbliche da realizzare, con una richiesta di finanziamenti alla Regione Molise. La richiesta era allora compatibile con la legge 64 per le attività Agrituristiche, di competenza regionale e con la legge 145/92, che prevedeva la possibilità di un accordo di programma tra il Ministero dei Beni Culturali e gli Enti locali. Nel Febbraio 1994, con il Decreto ministeriale del 21 Maggio 1993, fu approvato un piano di spesa di € 18.592.448.00. Il III° lotto, sostanziale per il recupero visibile della struttura, ha previsto il restauro completo della Chiesa e degli affreschi e la messa a punto degli impianti elettrici, compreso l’antifurto e un sistema di diffusione audio. I lavori del III° lotto sono stati terminati nell’Agosto di quest’anno ed hanno consentito la possibilità di accedere alla chiesa, alla sagrestia ed al locale sotto la torre campanaria. Una spesa complessiva, fino ad oggi, di 2.391.877,93 euro e, soprattutto, il lavoro straordinario di “maestri” muratori, tecnici, esperti che hanno operato su una superficie di due ettari, distribuita sui due piani. Un lavoro lungo e certosino che deve il magnifico risultato all’impegno delle Istituzioni coinvolte, della Sovrintendenza e al lavoro più difficile dei “muratori”, insostituibili protagonisti di questa lunga opera di rivalutazione del nostro territorio. Per il completamento definitivo dei lavori il preventivo di spesa ipotizza un impegno di almeno 2.700.000,00 euro. Una cifra decisamente importante, necessaria a completare gli interventi sull’area esterna all’edificio e a realizzare ex novo il tetto.

foto Andrea Fois
Un progetto lungo 18 anni e 2 milioni e trecentomila euro, passato attraverso 7 Sindaci, da Di Maria a Facciolla, per riportare alla luce una delle più belle testimonianze storiche di San Martino in Pensilis- L’idea di restaurare il Convento di San Martino risale al 1989. Fu Antonio Di La storia- Il Convento di Gesù e Maria fu edificato nel 1490 per volontà del signor Martino de Rita, cittadino sammartinese che ne finanziò la costruzione in onore di suo fratello Pietro. La Provincia Monastica di Sant’ Angelo di Puglia era allora sotto la dominazione di Federico III° d’Occidente ed il Pontificato di Innocenzo VIII°. Martino de Rita morì prematuramente ed il Convento fu completato solo dieci anni dopo da Vincenzo e Ferdinando De Capua, duchi di Termoli, con il consenso del Vescovo di Larino, Iacopo Petrucci. Danneggiato irrimediabilmente da una tempesta, nel 1640, fu completamente ricostruito grazie ai proventi che provennero dalle elemosine dei fedeli. Benché non sia particolarmente ricca la bibliografia in cui è citato, ne descrivono la struttura alcuni dei testi fondamentali della storia molisana. Oltre al Tria, ne parla Frate Ludovico Vincitorio nel “Sacro ritiro dei Frati Minori” e Padre Doroteo Forte nel suo “Movimento Francescano”: “ Ha il Convento un solo chiostro tutto istoriato dalla vita di San Francesco con pitture e affreschi, fatte nel 1850 da Pietro Pomella di San Marco in Lamis; trenta stanze adibite a seminario di novizi, parte per uso di comunità di panni e di libri, il resto con le officine a piano terra, per la comodità della famiglia religiosa.....Circondato di molti ettari di terreno, in parte adibiti ad orto e tredici versure coltivati L’orto, murato e adiacente al Convento, conteneva alberi da frutto e un rigoglioso vigneto. ...” Con l’Unità d’Italia, nel 1866, la confisca dei beni ecclesiastici attribuì la proprietà della struttura al Comune e nel 1902 il Vicario Generale, padre Fleiming ne decise la chiusura per carenza di personale. Tre anni dopo, il Ministro Provinciale, padre Filippo Petracca ne consentì la riapertura. Nel decennio successivo, un progressivo deterioramento della struttura indusse il Vicario Provinciale padre Agostino Cimino a chiuderlo definitivamente. Era il 1913 e da quel momento il Convento fu abbandonato a se stesso, benché rappresentasse una presenza forte nella comunità sammarinese e continuasse a suscitare l’interesse di studiosi e storici dell’arte. Oggi, ristrutturata la Chiesa e il chiostro, torna alla vita, testimone possente e austero della storia di questo squarcio di Italia contadina a metà tra il mare e la terra, tra futuro e antico.